Capitolo 4 – Cambiamenti

Era notte fonda, e lei faceva il lavoro più schifoso del mondo. Ogni volta che ci pensava sentiva una fitta di rabbia allo stomaco. Strinse forte le mani sul volante.

Ma da lunedì cambia tutto, pensò, e i suoi lineamenti si ammorbidirono un poco mentre tornava col pensiero al biglietto aereo sola andata che custodiva come un tesoro sul comodino.

Berlino. Si cambia vita. La sua, d’altronde, era andata a rotoli da un pezzo. Non aveva nessuno nella fredda Germania che la aspettasse o che la potesse aiutare, ma da troppo tempo aveva imparato a contare solo su se stessa, ed era fiduciosa che le cose sarebbero andate per il meglio.

D’altronde non sarebbe mancata a nessuno. Se ne sarebbe andata per sempre nella città tedesca, trovato un posticino dove stare e presto un lavoro, che per quanto schifoso non poteva essere peggio di quello che aveva ora.

Serrò la mascella.Decise che un po’ di musica l’avrebbe aiutata a superare una delle sue ultime notti al lavoro attuale. Senza togliere gli occhi dalla strada pescò tra i suoi cd cercando quello di Voltaire. Lo afferrò tra due dita e, con la massima concentrazione, cercò di metterlo nel lettore cd. Sfortunatamente cadde e rotolò sotto il sedile del passeggero, e la sua vita cambiò per sempre, molto prima e molto peggio di quanto aveva programmato. Ma ancora non lo sapeva.

“Merda,” sibilò, e cercò di tastare alla cieca il tappetino alla sua destra alla ricerca del cd “Eddai!” senza pensarci distolse gli occhi dalla strada ed individuò il dischetto. “Eccoti, piccolo bastardo” canticchiò con un sorrisetto soddisfatto mentre afferrava l’agognato cd e lo infilava nella fessura del lettore.

Immediatamente la musica ad alto volume invase la cabina, ma la pace interiore non fece in tempo ad arrivare, perché non appena posò gli occhi sulla strada vide due persone proprio sulla sua traiettoria.

“ATTENTI!” gridò inutilmente, premendo forte il piede sul freno e tentando una virata improvvisata. Ma il carico era troppo pesante e lo spazio troppo piccolo, e prima che l’autocisterna si rovesciasse sentì solo un terribile stridio di metallo sull’asfalto, poi buio.

 

Capitolo 5 – Un brusco risveglio