“SUPERSAM! SUPERSAM!”
Un groviglio di capelli rosso fuoco gettò le braccia al collo di SuperSam appena furono in vista della casa, facendolo cadere dal monopattino del tempo. Per la sorpresa SuperFra saltò giù a sua volta e SuperJay tentò una mossa di kung fu che però colpì solo aria. Quando aveva il suo costume era convinta di essere una specie di action hero. Per buona misura aggiunse anche qualche suono da film.
“Oh, SuperSam!” il groviglio si staccò dal collo di SuperSam per rivelare un nasino a punta, coperto di lentiggini, due brillanti occhi verdazzurri e una bocca che sfoggiava un sorriso a 32 denti. “Sono io!”
Il supereroe fissò la ragazza negli occhi, incerto sul da farsi.
“So che mi hai vista,” proseguì quella, senza mollare la presa, “ieri mi hai quasi colpito con la lattina! Miravi a me vero? L’ho capito subito!”
SuperSam strizzò gli occhi.
“Ehm…Marta?” disse. Gli occhi della ragazza si spalancarono a tal punto che il resto del viso sembrò sparirvi dietro.
“Sai il mio nome!” disse con un filo di voce “Ti sei documentato su di me! Oh santo cielo, lo sapevo! Voglio dire, avevo notato che mentre ti stavo facendo le foto quando ti si era strappata la camicia guardavi sempre dritto al mio cellulare ma non credevo…non pensavo…non posso credere che stia succedendo veramente!” e seppellì il viso nel petto di SuperSam. Questi tenne le mani in alto, imbarazzato, e guardò le colleghe come a voler chiedere aiuto ma le due, distratte dai preoccupanti fatti di quella mattina, si stavano godendo la scena.
“Chi è?” disse SuperFra muovendo le labbra ma senza emettere suoni.
“La conosco!” rispose SuperSam allo stesso modo, così che Marta non lo sentì.
La ragazza inspirò profondamente e poi alzò la testa, portando le sue labbra a un millimetro dal mento di SuperSam.
“Hai un buon odore” sussurrò. Il supereroe diede istintivamente uno scossone, come a volersi togliere di dosso un ragno particolarmente sgradevole. “È questo che sei andato a fare? Se andato ad informarti su di me? Qual è il mio colore preferito? Non importa! Te lo dirò al primo appuntamento. Oh, non posso aspettare! È il rosso!” blaterò Marta in una frazione di secondo, fissando gli occhi di SuperSam, in estasi.
“Ok, può bastare,” intervenne SuperFra in aiuto del collega, posando una mano sulla spalla della ragazza, che però parve non accorgersi di nulla. “Su, abbiamo da fare. Roba da supereroi”.
“Anche noi abbiamo da fare!” si difese Marta. SuperSam non riuscì a trattenere un gridolino di terrore.
“Te lo riporto quando abbiamo finito,” promisela supereroina, ignorando il collega, che scuoteva vigorosamente la testa, “è che adesso-”
“SUPERFRA!” la interruppe una voce maschile. I supereroi si voltarono per vedere un ragazzo che, dalla folla di curiosi, correva verso di loro. Gli altri fan lo imitarono senza fretta.
“SuperFra!” ansimò il ragazzo quando fu abbastanza vicino. “Ero qui anche ieri ma non ti sei fatta quasi vedere!” SuperFra gli rivolse un sorriso incerto.
“Mi chiamo Nick…volevo solo dirti che…secondo me sei bellissima.” e arrossì. La supereroina, che non si era aspettata che con la fama sarebbero arrivate anche certe situazioni, spalancò la bocca e cercò lo sguardo dei colleghi.
“Ci trattano come delle celebrità!” sussurrò SuperJay con un fremito di eccitazione, “Si innamorano di noi come dei dodicenni!”, e scandagliò la piccola folla cercando un ammiratore che si interessasse di lei.
Nick continuava a sorridere a SuperFra. Questa si schiarì la gola.
“Ecco, Nick…tu sei molto carino,” disse, diplomatica, “ma io sono…beh, un supereroe, si può dire, e quindi non posso uscire con i civili.” Il sorriso del ragazzo accennò a spegnersi, ma non lo fece.
“Oh, no, lo immaginavo,” disse, “volevo solo dirtelo.” SuperFra sorrise a sua volta, lusingata.
“Beh, grazie Nick,” ridacchiò posandogli una mano sul petto, “se vuoi un autografo io…oh.” tastò la zona sotto la sua mano. “oh. Ehm,” portò anche l’altra sul petto del ragazzo. “Oh! Beh…” continuò, senza smettere di esplorare i pettorali del suo ammiratore, “io non posso…però posso darti il numero della mia amica Fra! Quella sì che è una forte, vedrai ti piacerà un-”
“D’accordo, andiamo via!” si spazientì SuperJay, che chiaramente non stava ricevendo l’attenzione che si aspettava. Afferrò i colleghi per i mantelli, riuscendo miracolosamente a strappare SuperSam dalla presa di Marta, e li trascinò verso la porta di casa, facendosi strada tra qualche flash.
“Aspetta!” gridò Marta, “chiamami!”
“Non abbiamo il telefono!” le abbaiò SuperJay.
“SUPERFRA!” chiamò Nick mentre i supereroi entravano in casa.
“SUPERSAM!” lo imitò Marta.
“Ehm…SUPERJAY!?” gridò SuperJay infuriata, prima di chiudersi la porta alle spalle con un sonoro schianto.
—
“Chi era quella, Sam?” domandò SuperFra quando furono in cucina.
“Ah, Marta,” disse lui, passandosi una mano tra i capelli, “la conosco perché veniva alle medie con me.”
“IO venivo alle medie con te!” si lagnò SuperJay.
“Non eri l’unica ragazza nella scuola, Jay.” le fece notare il supereroe.
“Ero l’unica di cui mi importasse!” si difese lei, e marciò di sopra, lasciando i colleghi seduti da soli all’asse da stiro.
“Ci serve un telefono” disse una sognate SuperFra con lo sguardo perso nel vuoto.